Che tempo fa? Piove? Benvenuti nel campionato del mondo MeteoGp

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 14-06-2012

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Il paddock della MotoGp, con i suoi addetti ai lavori, e a strascico tutti gli appassionati che nell’epoca della condivisione “social” scandagliano il web nella speranza di acciuffare notizie o addirittura rivelazioni da “dietro le quinte”, da un po’ di tempo a questa parte hanno una nuova, irrefrenabile passione: il METEO.

Proprio così: le previsioni atmosferiche, un argomento fino a ieri considerato palloso quanto una lezione sul monismo parmenideo (digitate “filosofia” su Wikipedia…), oggi sono elevate al rango di argomento principe nelle discussioni da bar, e sono diventate un vero e proprio tormentone che accompagna ogni vigilia di un Gran Premio. Appena si conclude un weekend di gara, subito partono a raffica i bollettini meteo relativi al prossimo Gp, e al diavolo tutte le altre variabili quali moto, pilota, gomme, pista, eccetera. In MotoGp, oggi, di variabile, sembra esserci soltanto il tempo.

Discorsi del tipo: “Che tempo farà a Silverstone? Pioverà? Il mio iPhone dice di sì, tutti e tre i giorni!”. “Ma no, dai, sembra che pioverà solo la domenica!”, sono iniziati già una decina di giorni fa. Dialoghi che somigliano molto a quelli che avvengono tra due persone che hanno poco o nulla da dirsi. “Brutto tempo oggi eh?” “Eh sì, proprio un tempaccio!”. Già. Interessante.

Per carità, un occhio al cielo lo si è sempre tenuto, dato che la pioggia può rimescolare tutto, ma siccome stiamo parlando di un fenomeno incontrollabile, è chiaro che non si possono elaborare delle strategie prima ancora di arrivare in circuito il giovedì precedente la gara; insomma, tutto questo accanimento ha veramente poco senso, e induce ad una riflessione: se ci si è ridotti a parlare del tempo, evidentemente la MotoGp fornisce ben pochi altri argomenti.

In altre parole, è la situazione contingente a portare non solo gli appassionati, ma anche gli addetti ai lavori e i giornalisti, ad affrontare con larghissimo e immotivato anticipo scrupolose quanto noiose analisi meteorologiche, sperando in questa o in quella particolare condizione. Rossi con la Ducati è competitivo con l’acqua, perciò bisogna sapere – il prima possibile, ovvio – se pioverà; i piloti sulle CRT sperano nella pioggia per fare lo “sgambetto” a qualche MotoGp, ecco allora che parte una danza della pioggia virtuale lunga settimane, con costanti aggiornamenti che neanche il colonnello Giuliacci.

Il fatto è che il problema del binomio Rossi-Ducati non è l’asfalto asciutto: è, al momento, il binomio stesso. Così come l’asfalto secco non è il problema delle CRT: il problema semmai è il regolamento che le ha volute e le vuole distanti dalle MotoGp. Invocare come un mantra la pioggia non serve a niente e a nessuno, e ogni tanto mi piacerebbe leggere in giro altre cose, anziché sempre le solite, pallosissime, previsioni del… MeteoGp.