Sull’ennesimo trionfo Audi a Le Mans e sul futuro della Ducati
Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 19-06-2012
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Nel weekend appena trascorso, mentre la MotoGp correva a Silverstone, in Francia si è disputata l’ottantesima edizione di una delle gare più belle del mondo: la 24 Ore di Le Mans. Confesso di essere stato molto combattuto quando è arrivato il momento di decidere se guardare le moto, oppure le fasi finali della mitica endurance della Sarthe. Ho optato per Silverstone, dato che le posizioni a Le Mans erano già ben delineate: tre Audi ai primi tre posti, ben distanziate, e avvicinatesi tra loro soltanto per tagliare il traguardo in parata, come succede ormai da diversi anni a questa parte.
Per la Casa degli anelli è infatti l’ennesimo trionfo nella gara di durata più famosa del mondo: 11 centri su 14 partecipazioni dal 1999 ad oggi (diciamo pure 12, dato che la Bentley del 2003 era costruita da Audi). Un palmarès incredibile, che da solo fa capire quali possano essere le potenzialità del gruppo tedesco, neoproprietario Ducati.
I tifosi della Rossa di Borgo Panigale, insomma, non potevano sperare in un partner migliore: l’Audi può iniettare risorse e know how, e la storia insegna che i risultati arrivano in fretta. L’esordio della Casa di Ingolstadt a Le Mans nel 1999 avvenne addirittura con due tipi differenti di prototipi: la R8C, col tetto, e la R8R, una sport prototipo aperta. Ciò fa capire che l’approccio di Audi alle competizioni non lascia nulla al caso e non è certo al risparmio. Del resto, mancata la vittoria nell’anno di esordio, dal 2000 in poi Le Mans è diventata un terreno di conquista dei tedeschi.
Ora, però, bisognerà capire dove e come vorrà investire Audi nelle due ruote: va infatti notato che nell’automobilismo non è stata scelta la categoria più seguita e più glamour, la Formula 1, bensì si è deciso di puntare su una corsa meno seguita dal grande pubblico, ma che possiede un fascino immenso ed è soprattutto in grado di veicolare con grande efficacia messaggi legati all’affidabilità e ai bassi consumi, argomenti che stanno molto a cuore al potenziale acquirente del prodotto di serie.
Siamo quindi sicuri che l’Audi voglia puntare tutto sulla F.1 delle due ruote, la MotoGp, e non concentrarsi maggiormente su una categoria che più si avvicina alla produzione di serie?
Secondo voi, come andrà a finire?



