Benzina e cammina (*)

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 29-05-2012

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Domandina semplice semplice: quanto consuma una MotoGp? Considerato che per finire una gara beve tutti i 21 litri nel serbatoio, e conoscendo la distanza media di un Gran Premio (oltre a giro di schieramento, ricognizione, e rientro) il calcolo è presto fatto. Una cosa certa è che, contrariamente a quanto si possa pensare, le 1000 consumano un po’ meno delle 800.

I nuovi mille girano infatti a circa 16.000 giri, mentre fino all’anno scorso il regime massimo dei motori si aggirava attorno ai 19.000 giri. Essendo i consumi strettamente legati al regime di rotazione, ecco spiegato come, nonostante l’aumento di cilindrata di 200 cc, quest’anno i consumi siano diminuiti, rappresentando di conseguenza un problema marginale rispetto a quanto accadeva lo scorso anno, dove in alcuni circuiti i piloti potevano vedersi tagliata la potenza nelle fasi finali della gara per poter vedere il traguardo.

In sostanza, il limite dei 21 litri di carburante, già di per sé discutibile, ha perso parte della sua efficacia. Ma c’è di più. Altra domandina semplice: quanto consuma una CRT? Più o meno come una Superbike, anzi forse un pochino meno, considerato che i motori, contingentati, sono al momento leggermente meno potenti di quelli delle SBK. Per correre un Gran Premio, a De Puniet o a Mattia Pasini, o a Michele Pirro, sono sufficienti 20 litri, goccia più, goccia meno. Si capisce bene quindi come il teorico vantaggio di cui si può fregiare un team che “gode” dello status di CRT, quello di poter usufruire di 24 litri di carburante, sia sostanzialmente nullo. In parole povere il regolamento della CRT, per com’è pensato, porta all’utilizzo di motori che non se ne fanno nulla di tutta quella benzina in più.

È a questo punto evidente che se l’obiettivo era quello di bilanciare almeno un po’ le prestazioni tra le due categorie, non si è colto assolutamente nel centro. Vero è che la CRT è una categoria appena nata: i team, partiti con i piedi di piombo cercando innanzitutto l’affidabilità, si avvicineranno pian piano al limite del chilometraggio dei propulsori aumentandone regimi, potenze e quindi anche consumi. Il margine è comunque abbastanza limitato, per cui non è detto che si arriverà a sfruttare almeno un po’ di tutta quella benzina in più. Alle CRT sarebbe forse stato più utile un altro tipo di “aiuto” volto ad equilibrare le prestazioni con le MotoGp.

L’ultima domanda è quindi d’obbligo: chi redige i regolamenti tecnici si è sbagliato, o ne era consapevole?

(*) C’entra poco, comunque “Benzina e cammina” è il titolo di un’interessante raccolta di interviste che Luca Delli Carri ha fatto a protagonisti dell’automobilismo anni 50, 60 e 70. Un volume consigliatissimo, come del resto “Matti dalle gare”, dove la parola viene data anche a tanti personaggi del mondo delle due ruote.