Audi dice no al trasferimento della fabbrica Ducati. E intanto per tenere Rossi…

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 03-07-2012

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Nonostante il passaggio della Ducati nelle mani del gruppo Volkswagen sia ancora in attesa del via libera da parte dell’Antitrust di alcuni Paesi, gli uomini Audi stanno già iniziando a pianificare il futuro delle Rosse di Borgo Panigale. Non stiamo parlando (solo) dei rumours relativi all’offerta astronomica che la Casa degli anelli avrebbe sottoposto a Valentino Rossi per rimanere anche nel 2013 sulla Desmosedici, ma di cose al momento ben più concrete e che riguardano lo stabilimento produttivo Ducati, che dal 1935 è situato a Borgo Panigale in via Cavalieri Ducati, adiacente alla Via Emilia.

I tedeschi hanno infatti momentaneamente bloccato il previsto trasferimento della fabbrica, programmato già nel 2009 in seguito ad un accordo con le istituzioni e con i proprietari dell’area dove sarebbe dovuto sorgere il nuovo impianto, dall’altra parte della Via Emilia. Un trasloco di pochi metri, ma che implicherebbe un investimento di oltre 100 milioni di Euro.

Un esborso che forse in Audi non reputano così necessario: “Tra le ipotesi che Audi ci ha chiesto di approfondire c’è quella di capire cosa comporterebbe ristrutturare e ampliare il sito dove siamo attualmente”, ha infatti ammesso l’ad Ducati Gabriele Del Torchio in un’intervista all’edizione bolognese de La Repubblica. I tedeschi, in sostanza, rappresentano senza dubbio una nuova fonte di risorse per Ducati, ma ciò non significa che sono disposti a spendere senza limite; piuttosto, sembrano più intenzionati a razionalizzare. Un po’ come accaduto con la Lamborghini, dove il gruppo VW ha mantenuto la storica sede di Sant’Agata Bolognese, rivoltandola però come un calzino per ammodernarla e renderla adatta ai nuovi processi produttivi.

La decisione presa da Audi, sebbene non ancora definitiva, fa capire molto bene come siano già i tedeschi a orientare le scelte di Ducati, e per questo non c’è da stupirsi di fronte alle voci sempre più insistenti che vogliono la Casa di Ingolstadt impegnata su più fronti per convincere Valentino Rossi a restare.  Si parla infatti di una offerta economica irrinunciabile, ma è evidente che Audi dovrà dare delle garanzie al pesarese anche sul fronte tecnico. E qui potrebbero esserci le maggiori sorprese, perché è ormai evidente che il progetto Desmosedici – che ha sicuramente dei punti di forza, ma anche molti punti deboli, divenuti probabilmente insormontabili anche a causa delle nuove gomme e dei nuovi regolamenti tecnici – va rivisto totalmente. Le risorse per una “rivoluzione” tecnica e la mentalità per procedere con un piano ben preciso, come auspicato da Valentino, ora ci sono: secondo voi, come andrà a finire?

Sull’ennesimo trionfo Audi a Le Mans e sul futuro della Ducati

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 19-06-2012

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L'Audi R18 ibrida vincitrice a Le Mans

Nel weekend appena trascorso, mentre la MotoGp correva a Silverstone, in Francia si è disputata l’ottantesima edizione di una delle gare più belle del mondo: la 24 Ore di Le Mans. Confesso di essere stato molto combattuto quando è arrivato il momento di decidere se guardare le moto, oppure le fasi finali della mitica endurance della Sarthe. Ho optato per Silverstone, dato che le posizioni a Le Mans erano già ben delineate: tre Audi ai primi tre posti, ben distanziate, e avvicinatesi tra loro soltanto per tagliare il traguardo in parata, come succede ormai da diversi anni a questa parte.

Per la Casa degli anelli è infatti l’ennesimo trionfo nella gara di durata più famosa del mondo: 11 centri su 14 partecipazioni dal 1999 ad oggi (diciamo pure 12, dato che la Bentley del 2003 era costruita da Audi). Un palmarès incredibile, che da solo fa capire quali possano essere le potenzialità del gruppo tedesco, neoproprietario Ducati.

I tifosi della Rossa di Borgo Panigale, insomma, non potevano sperare in un partner migliore: l’Audi può iniettare risorse e know how, e la storia insegna che i risultati arrivano in fretta. L’esordio della Casa di Ingolstadt a Le Mans nel 1999 avvenne addirittura con due tipi differenti di prototipi: la R8C, col tetto, e la R8R, una sport prototipo aperta. Ciò fa capire che l’approccio di Audi alle competizioni non lascia nulla al caso e non è certo al risparmio. Del resto, mancata la vittoria nell’anno di esordio, dal 2000 in poi Le Mans è diventata un terreno di conquista dei tedeschi.

Ora, però, bisognerà capire dove e come vorrà investire Audi nelle due ruote: va infatti notato che nell’automobilismo non è stata scelta la categoria più seguita e più glamour, la Formula 1, bensì si è deciso di puntare su una corsa meno seguita dal grande pubblico, ma che possiede un fascino immenso ed è soprattutto in grado di veicolare con grande efficacia messaggi legati all’affidabilità e ai bassi consumi, argomenti che stanno molto a cuore al potenziale acquirente del prodotto di serie.

Siamo quindi sicuri che l’Audi voglia puntare tutto sulla F.1 delle due ruote, la MotoGp, e non concentrarsi maggiormente su una categoria che più si avvicina alla produzione di serie?

Secondo voi, come andrà a finire?