Il futuro di Dovi e Iannone in mano alla Ducati. Vediamo cosa bolle in pentola

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 11-02-2013

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La provocazione lanciata nel chiedervi se la prima uscita di Rossi con la Yamaha a Sepang sia da considerare un Top o un Flop ha fatto emergere grazie ai vostri numerosi commenti diversi spunti di riflessione, oltre a svariate critiche. È innegabile che nel post la situazione di Rossi sia stata riassunta in maniera molto semplice e se vogliamo da “bar sport”, ma è anche vero che si parlerà per tutta la stagione del suo confronto con gli spagnoli, con il Dottore che si ritroverà ad ogni Gp tra l’incudine – il suo infausto passato in Ducati – e il martello, ossia gli avversari più giovani di lui pronti a batterlo. Considerata la sua storia di vincente e di “costretto a vincere”, un terzo posto dietro al duo Pedrosa/Lorenzo verrebbe preso molto probabilmente come un “Flop” e molti suoi detrattori sarebbero pronti ad aggredirlo, sostenendo che neanche la fuga dalla Ducati lo ha riportato alla vittoria. Una situazione non facile, dalla quale Rossi potrà uscire soltanto tornando a vincere. I primi test hanno detto che ce la può fare, certamente, ma sarà una lotta durissima. La linea che divide un “Top” da un potenziale “Flop” è perciò sottilissima, e in questo risiede la mia provocazione. Sbaglierò, ma credo che – volenti o nolenti – l’argomento terrà banco per tutto il 2013.

Detto ciò, i vostri preziosi commenti in alcuni casi hanno permesso di allargare gli orizzonti della discussione anche ad altre situazioni emerse nei test di Sepang. Visti i distacchi “monstre” subiti dalle Ducati, la preoccupazione – legittima – di Jack_rider, ad esempio, riguarda gli altri due italiani impegnati in MotoGp, Dovizioso e Iannone. Jack_rider si chiede se i due Andrea non rischino di pregiudicare definitivamente la loro carriera avendo accettato di immergersi in una sfida che almeno all’inizio si preannuncia molto dolorosa. Il timore, anche se le cose dovessero migliorare, è che le cicatrici di queste ferite siano difficilmente rimarginabili.

DOVIZIOSO – Un quesito, ripeto, legittimo (soprattutto perché, tolto Rossi, Dovi e Iannone sono gli unici altri due italiani in sella ad una MotoGp e al momento non si vedono altri grandi talenti pronti a salire entro breve nella top class), ma che va ovviamente analizzato. A mio modo di vedere, la posta in gioco è molto più alta per Andrea Dovizioso, che sa di giocarsi una bella fetta della propria carriera. Il forlivese è al sesto anno in MotoGp e soprattutto arriva già da un’esperienza nel team ufficiale HRC e in un team satellite competitivo come il Tech3. Se in rosso dovesse passare due anni molto simili a quelli vissuti nel bienno 2011/2012 da Rossi, senza alcun miglioramento, il forlivese avrebbe ben poche altre possibilità di riciclarsi nel giro che conta. Andrea però ne è consapevole e non smette mai di affermare che il suo è un progetto a lungo termine, sottintendendo che c’è già un programma su cui lavorare.

In merito alle novità tecniche, Carlo Pernat sa probabilmente qualcosa in più di ciò che sta accadendo a Borgo Panigale: conclusi i test a Sepang, si è lasciato scappare su Facebook l’arrivo già tra qualche mese di una moto nuova, che il tester Pirro proverà probabilmente già nella prossima seduta di prove in programma per il test team. È quindi pensabile che questa nuova moto possa essere impiegata nei Gran Premi già nella seconda metà del 2013? Possibile, e il fatto di aver congelato ogni sviluppo sulla Gp13, che non è altro che una Gp12 con una livrea differente, potrebbe essere un indizio. Ciò significa che, come avviene in questi casi in F.1, si è deciso di azzerare le risorse per il progetto in corso per destinarle tutte allo sviluppo di quello futuro, anche se ciò comporta nel breve periodo un ulteriore allargamento del gap dai rivali. In sostanza, i mesi che separano Dovizioso dall’arrivo della nuova moto saranno durissimi: starà ad Andrea non lasciarsi scoraggiare e prendere tutto quello che può arrivare di buono, in attesa di tempi migliori. In questo modo, nel 2014 potremmo già vedere i risultati di questo lavoro. Leggendo il tutto in questa chiave, sono anche convinto che il Dovi veda nella Ducati un partner anche per il 2015 e gli anni successivi.

IANNONE – A mio modo di vedere, Iannone ha davanti a sé un compito un po’ più “facile”: innanzitutto è un debuttante, e può giocare sul confronto con un compagno di squadra veloce e più esperto come Spies. Battere Ben sarebbe già un grande risultato, che lo metterebbe in mostra. In seconda battuta, anche se avrà a che fare con una moto non competitiva (sicuramente per quasi tutto il 2013, vedremo quando arriveranno le novità), l’abruzzese potrà comunque correre delle buone gare, in particolari circuiti o in particolari condizioni atmosferiche, senza aspettarsi risultati stratosferici ma con il semplice intento di mostrare il proprio talento. Per “The Maniac Joe” potrebbero essere più utili in ottica futura due o tre “picchi” in alcuni Gran Premi che una buona continuità, e ha tutte le carte in regola per portarli a casa. La Desmosedici del Ducati Junior Team va considerata inoltre come l’opzione migliore per un rookie come Andrea per mettersi in mostra, un obiettivo molto difficile se avesse corso in sella ad una CRT o se fosse rimasto un altro anno in Moto2 (a meno di conquistare il titolo, ma contro Pol Espargarò quest’anno probabilmente avrebbe avuto vita molto dura). Si capisce quindi come anche la scelta di Iannone sia stata relativamente più semplice rispetto a quella dell’altro Andrea, che coraggiosamente ha deciso di rinunciare a piazzamenti prestigiosi, che su una M1 del team Tech3 erano già in cassaforte, preferendo una sfida difficilissima che però lo potrebbe riportare molto in alto.

Voi cosa ne pensate?