350.000 Euro per fare le “prove generali” di un Gp. Li spenderanno Honda e Yamaha. E Ducati?

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 09-02-2013

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Alla fine, in barba all’intenzione – sbandierata ai quattro venti – di voler contenere i costi, anche il team ufficiale Yamaha volerà in Texas dal 12 al 14 marzo per provare assieme ai due piloti ufficiali HRC (più Bradl) sul circuito di Austin. Non si può certo dire che Jarvis e company siano coerenti (come del resto non lo è la HRC), ma non riesco a trovare altri motivi per criticare la decisione della Casa dei tre diapason di unirsi ai colleghi. La risposta di Iwata di fronte all’iniziativa della Honda non poteva essere diversa, nonostante una trasferta-lampo di 3 giorni negli States comporti una spesa – secondo quanto riportato dai nostri inviati presenti a Sepang – attorno ai 350.000 Euro. Lasciare sfruttare a Pedrosa e Marquez tre giorni in più di test su un circuito solitamente non utilizzato per le prove invernali e il cui Gran Premio è in calendario il 21 aprile, due settimane soltanto dopo l’apertura del Qatar, avrebbe significato fornire ai rivali dell’Ala un vantaggio significativo.

Del resto, nei test appena conclusi in Malesia abbiamo visto quanto sia ridotto il divario tra i  “fab four”, Pedrosa e Marquez da una parte, Lorenzo e Rossi dall’altra oppure, se vogliamo limitarci ai piloti al momento più “in palla”, tra Pedrosa e Lorenzo. Con due moto a disposizione come la RC213V e la M1, evoluzione delle armi già ben affilate del 2012, provare sul tracciato che di lì a poco ospiterà la gara consentirebbe di arrivare al weekend del Gran Premio con le idee già ben chiare sugli assetti, e ciò potrebbe determinare quella differenza in decimi che separa la vittoria dalla sconfitta.

In sostanza, la Honda ha alzato l’asticella e la Yamaha non poteva fare altro che adeguarsi. Il problema, come al solito, è di un regolamento gruviera, con tanti “buchi” che in un attimo cancellano le dubbie iniziative per limitare i costi. Volendo semplificare, si può dire che sia Honda che Yamaha investiranno 350.000 Euro semplicemente per preparare al meglio un solo Gran Premio. Di fronte a decisioni del genere, che non incontrano alcuna limitazione, le soluzioni paventate – poi fortunatamente abbandonate – di togliere una moto dal box per risparmiare (!), o quella di passare ai freni in acciaio per abbandonare il costoso carbonio, risultano ancora più ridicole.

Detto ciò, sarebbe molto meno comprensibile se anche la Ducati decidesse di volare in Texas (dalle parole di Ciabatti, a Borgo Panigale stanno valutando l’idea). Per quale motivo dovrebbe farlo, spendendo tra l’altro un patrimonio? Sarebbe forse il caso che lo sguardo dei nuovi dirigenti, Gobmeier in primis, si spostasse un po’ più avanti, e non guardasse al secondo Gran Premio in calendario, dove i distacchi si presume saranno simili a quelli incassati di recente a Sepang, possibilità di girarci un mesetto prima per tre giorni o meno. Anche un profano della MotoGp è in grado di capire che il problema attuale della Ducati non risiede certo negli affinamenti, o nella ricerca del giusto assetto per il tal circuito, ma si tratta – purtroppo – di qualcosa di ben più serio. Se tra poco più di un mese, come i tifosi della Rossa sperano, saranno disponibili novità tecniche per Dovizioso (la sua espressione immortalata nei box malesi diceva tutto sulla situazione) e Hayden, è evidente che conviene rimanere a provarle in Italia o in Europa, risparmiandosi una trasferta dalla spesa poco giustificabile.

Voi cosa ne pensate?

Comments (9)

in effetti,nella situazione attuale un test “di affinamento” è abbastanza inutile…la moto purtroppo va rifatta da zero,con questo test forse sarebbero stati quasi sicuri di lasciarsi indietro le CRT(e lo dico da ducatista…)quindi meglio spendere quei soldi per preparare modifiche sostanziali….sperando che presto arrivi qualcosa che funzioni ;)

Forza Ducati!!!!!

ahahahah che goduria quest’anno vedere voi ducatisti di m….. essere regolarmente umiliati dal bistrattato Valentino, ahahaha, ma state tranquilli, avete dovizioso…….ahahahahah come godoooooo…….lol

Sicuramente non entrare in quel circolo vizioso, visto la posizione dove sono collocati, sarebbe la cosa più importante e secondo me bisognerebbe tornare in quel circuito dove è stata sviluppata la ducati che ha portato il titolo mondiale. Visto che quel circuito è ancora in manutenzione dopo circa due anni, bisognerebbe fare del pressing affinché possa essere finito al piu presto e ricominciare con la ricerca senza dover correre dietro alle altre case costruttrici!

Credo che quanto scrive Cani sia del tutto condivisibile: la Ducati ha tanta strada da fare per ridiventare competitiva e certamente questa strada non passa per il Texas… E non sarebbe manco questione di soldi buttati (ne buttano tanti…) ma è che si devono concentrare su quello che vogliono fare per evitare altri anni buttati (e sì che allora sarebbero tanti soldi sprecati ad arrivare ultimi tra quelli che contano!). In definitiva, ad esser sinceri, Honda e Yamaha spendono per giocarsi il titolo mondiale con squadre e piloti veramente al limite ed è giusto che sfruttino ogni occasione per migliorarsi qualche centesimo, ma Ducati deve fare i compiti a casa altrimenti sarebbe la terza bocciatura in tre anni!

Sono perfettamente d’accordo con Alberto.
La situazione è quantomeno ridicola. Si fanno i regolamenti per ridurre i costi e permettere a tutti di poter prendere parte alle corse possibilmente “combattendo” ad armi pari, poi si creano questi palesi buchi regolamentari dove tutti i top team sono obbligati a partecipare spostando squadre e container dall’asia all’america al modico costo di 350mila euro.
Su ducati chiaramente c’è poco da dire dal momento che si giocano le vittorie sul filo dei decimi e non dei secondi

10.000.000 pilota
350.000 test

qual’e’ il piu’ sbagliato?

La Ducati deve buttare nel cesto questa Desmosedici e andare a pescare un bravo progettista esperto in Giappone, ma questo l’Audi l’avrà già capito!
Partito Capirossi hanno preso una strada sbagliata, annebbiata da un pilota acrobata, bizzarro e poco affidabile.
Con Rossi hanno commesso il solito errore di non ascoltare il pilota che fatica a guidare.
Questi quattro piloti Ducati attuali se saranno tenaci verranno ripagati dall’AUDI , che per fortuna c’è!

negli ulgimi 2 anni, voi ducatisti di m…., avete racimolato qualche momento di gloria solo perchè sopra c’era Valentino Rossi, che , certo i miracoli con in ferrovecchio del genere non li poteva fare, come non li farà certo dovizioso, e come non li farebbe nemmeno stoner, perchè non ci torna ORA sopra il vostro ferrovecchio buono solo per le figurine, ehehehehe quest’anno godro’ immensamente nel vedere che verrete regolarmente doppiati ad ogni gara, e questo sarà l’unico motivo per cui verrete inquadrati, ahahahahaha buon 2013.

beh, credo siano 2 discorsi separati.
Il tema di Rossi vs. Ducati: che la moto fosse poco competitiva era palese, che Rossi fosse sempre un pilota competitivo anche. Ne e’ prova il primo test di Sepang cosi’ bene analizzato da David Emmet su Motomatters http://m.motomatters.com/analysis/2013/02/08/2013_motogp_sepang_1_test_day_3_round_up.html
Il tema Ducati: da appassionati, sara’ bellissimo avere finalemente un campionato con 4 piloti che potranno lottare ad ogni GP. E se fosse stato a 6 con 2 Ducati competitive? Come sarebbe stato se non grandioso?

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