Rossi subito a ridosso dei primi: è Top! Però è dietro a Pedrosa e Lorenzo. Flop?

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 09-02-2013

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Finalmente l’attesa è finita, a Sepang le moto sono tornate in pista e così posso sbizzarrirmi chiedendovi cosa pensate di questo primissimo scorcio di stagione 2013. Senza troppi giri di parole: secondo voi il primo appuntamento di Rossi con la sua vecchia “morosa”, la M1, è da considerare un Top o un Flop? Potrebbe sembrare una domanda oltremodo ovvia, ma non è così. Io, per esempio, fatico a darmi una risposta. Prendete due tifosi che la pensano in maniera diametralmente opposta, seduti al tavolo di un bar: scommetto che ognuno dei due potrebbe tirare fuori mille motivi per rafforzare la propria tesi, e la discussione potrebbe andare avanti per ore.

Da una parte, il pesarese è apparso subito molto veloce, ben più rapido che in sella alla Desmosedici e con distacchi ben più ridotti dal vertice. Basterebbe già questo per dare un voto “Top” al suo rientro in Yamaha. L’obiettivo di Rossi per il 2013, però, lo sappiamo tutti, non è certo battere le Ducati per dimostrare che la moto bolognese non è competitiva ma è, ovviamente, vincere. Per farlo Pedrosa e Lorenzo – ma a questo punto verrebbe da dire anche Marquez – vanno tenuti dietro, e per il momento gli spagnoli sono davanti, seppur di poco. Riuscite ad immaginarvi cosa accadrebbe se Rossi arrivasse terzo in Qatar, preceduto sia da Pedrosa che da Lorenzo, magari dopo essersi “sudato” il gradino più basso del podio con un debuttante come Marquez? Certo, rispetto alle batoste targate Ducati sarebbe già tutta un’altra musica, ma definirlo un risultato “Top” suonerebbe un po’ azzardato.

Dall’altra parte, come detto, il duo Lorenzo-Pedrosa ha mostrato in tutti e tre i giorni di test di possedere un certo margine sul Dottore, preceduto tra l’altro anche dal “rookie” Marquez nei primi due giorni. L’impressione è che Valentino dovrà lavorare sodo per limare quel distacco di poco inferiore al mezzo secondo per impensierire seriamente gli spagnoli sia sul giro secco che sul passo gara, e non è detto che ci possa riuscire facilmente. La prima uscita, da questo punto di vista, è perciò da considerare un “Flop”? Anche in questo caso, non ci si può sbilanciare.  Stiamo pur sempre parlando dei primi test, con Lorenzo e Pedrosa che conoscevano già benissimo le loro moto, mentre Valentino doveva ristabilire un contatto con la M1, su cui non saliva da un paio d’anni. Nonostante tutto, ha mantenuto il distacco inferiore al mezzo secondo (poco, su una pista lunga come Sepang) e c’è da scommettere che dopo due anni come quelli appena trascorsi Rossi non se la sia sentita di forzare subito al 100%. In più, le sue dichiarazioni improntante all’ottimismo a test appena conclusi lasciano già presagire una stagione coi fiocchi.

Vabbè, a questo punto, a voi la parola. Sedetevi al tavolo, ordinate un caffè e dite la vostra. Mi raccomando, come sempre, senza dimenticare l’educazione. Top o Flop?

350.000 Euro per fare le “prove generali” di un Gp. Li spenderanno Honda e Yamaha. E Ducati?

Posted by Alberto Cani | Posted in Blog | Posted on 09-02-2013

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Alla fine, in barba all’intenzione – sbandierata ai quattro venti – di voler contenere i costi, anche il team ufficiale Yamaha volerà in Texas dal 12 al 14 marzo per provare assieme ai due piloti ufficiali HRC (più Bradl) sul circuito di Austin. Non si può certo dire che Jarvis e company siano coerenti (come del resto non lo è la HRC), ma non riesco a trovare altri motivi per criticare la decisione della Casa dei tre diapason di unirsi ai colleghi. La risposta di Iwata di fronte all’iniziativa della Honda non poteva essere diversa, nonostante una trasferta-lampo di 3 giorni negli States comporti una spesa – secondo quanto riportato dai nostri inviati presenti a Sepang – attorno ai 350.000 Euro. Lasciare sfruttare a Pedrosa e Marquez tre giorni in più di test su un circuito solitamente non utilizzato per le prove invernali e il cui Gran Premio è in calendario il 21 aprile, due settimane soltanto dopo l’apertura del Qatar, avrebbe significato fornire ai rivali dell’Ala un vantaggio significativo.

Del resto, nei test appena conclusi in Malesia abbiamo visto quanto sia ridotto il divario tra i  “fab four”, Pedrosa e Marquez da una parte, Lorenzo e Rossi dall’altra oppure, se vogliamo limitarci ai piloti al momento più “in palla”, tra Pedrosa e Lorenzo. Con due moto a disposizione come la RC213V e la M1, evoluzione delle armi già ben affilate del 2012, provare sul tracciato che di lì a poco ospiterà la gara consentirebbe di arrivare al weekend del Gran Premio con le idee già ben chiare sugli assetti, e ciò potrebbe determinare quella differenza in decimi che separa la vittoria dalla sconfitta.

In sostanza, la Honda ha alzato l’asticella e la Yamaha non poteva fare altro che adeguarsi. Il problema, come al solito, è di un regolamento gruviera, con tanti “buchi” che in un attimo cancellano le dubbie iniziative per limitare i costi. Volendo semplificare, si può dire che sia Honda che Yamaha investiranno 350.000 Euro semplicemente per preparare al meglio un solo Gran Premio. Di fronte a decisioni del genere, che non incontrano alcuna limitazione, le soluzioni paventate – poi fortunatamente abbandonate – di togliere una moto dal box per risparmiare (!), o quella di passare ai freni in acciaio per abbandonare il costoso carbonio, risultano ancora più ridicole.

Detto ciò, sarebbe molto meno comprensibile se anche la Ducati decidesse di volare in Texas (dalle parole di Ciabatti, a Borgo Panigale stanno valutando l’idea). Per quale motivo dovrebbe farlo, spendendo tra l’altro un patrimonio? Sarebbe forse il caso che lo sguardo dei nuovi dirigenti, Gobmeier in primis, si spostasse un po’ più avanti, e non guardasse al secondo Gran Premio in calendario, dove i distacchi si presume saranno simili a quelli incassati di recente a Sepang, possibilità di girarci un mesetto prima per tre giorni o meno. Anche un profano della MotoGp è in grado di capire che il problema attuale della Ducati non risiede certo negli affinamenti, o nella ricerca del giusto assetto per il tal circuito, ma si tratta – purtroppo – di qualcosa di ben più serio. Se tra poco più di un mese, come i tifosi della Rossa sperano, saranno disponibili novità tecniche per Dovizioso (la sua espressione immortalata nei box malesi diceva tutto sulla situazione) e Hayden, è evidente che conviene rimanere a provarle in Italia o in Europa, risparmiandosi una trasferta dalla spesa poco giustificabile.

Voi cosa ne pensate?